MAC Museo arte Contemporanea Panama

Museum of contemporary art


with 2A+P/A (Gianfranco Bombaci, Matteo Costanzo), OCHAP (Valerio Franzone),
CLIENT: MAC Panamá
LOCATION: Panama City, Panama
AREA: 12.197 m2
STATUS: International design competition entry, 2026

The museum is a permeable organism, a radical open space in dialogue with the urban fabric. It's a condition expressed through its elevations, which engage the city in complementary ways. To the north, a double-skin façade reveals a fluid and accessible interior; to the south, the volume is defined by large sloping photovoltaic glass surfaces. This system operates as a dual-purpose device, producing energy by day and art by night. The plaza in front of the museum reflects this duality: a civic gathering space by day and an open-air museum by night.
The building's core lies in its continuous and adaptable exhibition areas. Each level is organized through a wall system rejecting rigid layouts. The horizontal structural grid integrates tracks that support movable partitions, allowing spaces to adapt to evolving needs. The structure itself becomes an active infrastructure—a stage machine—supporting installations, lighting, and curatorial configurations.
At ground level, the relationship with the city is intensified by retail spaces activating the perimeter. The surrounding green area extends the foyer outward, blurring the interior and exterior. The ground floor serves as a civic platform, reinforcing the museum's role as an urban catalyst.
The building structure combines steel, bricks, and concrete in a complementary system. Steel defines a lightweight perimeter, enabling transparency and large spans. Load-bearing brick walls form the inner core, supporting vertical loads and providing thermal inertia. Concrete slabs ensure rigidity, supported by a steel grid that increases span capacity and integrates exhibition systems. 
The double-skin north façade functions as a "biofiltering greenhouse," integrating vegetation that improves air quality and enhances thermal and acoustic performance.
The green roof is a rainwater-regulating system that retains and reuses rainwater to irrigate the façade's vegetation, while mitigating the urban heat island effect. 
The north façade uses selective glazing to maximize diffused light and transparency. The south façade incorporates photovoltaic glass that generates energy. The east and west elevations are defined by steel-clad panels, completing the volume with a controlled, cohesive envelope.
These strategies transform the building into a high-performance environment reaching advanced sustainability standards through energy efficiency, reduced water consumption, and improved indoor environmental quality.

Il Museo di Arte Contemporanea di Panama è pensato come un organismo aperto, attraversabile, capace di trasformare l’esperienza museale in una sequenza continua di relazioni tra arte, città e paesaggio urbano. L’edificio non si organizza secondo una successione rigida di stanze chiuse, ma come un sistema di piani liberi, sovrapposti e fluidi, dove la struttura non impone un percorso univoco ma offre possibilità, deviazioni, attraversamenti, soste e aperture improvvise. All’interno di questa spazialità libera, una serie di muri curvi in mattoni costruisce il vero principio ordinatore del progetto: non pareti di separazione, ma elementi plastici, quasi topografici, che modellano lo spazio, orientano lo sguardo, definiscono ambiti espositivi senza interrompere la continuità visiva e fisica dell’edificio. Il mattone introduce una dimensione materica, calda e tattile, capace di radicare il museo in una condizione costruttiva riconoscibile, mentre la geometria curva sottrae lo spazio alla logica ortogonale della scatola museale tradizionale e lo trasforma in un paesaggio interno, morbido, dinamico, sempre in movimento. La struttura principale in acciaio consente questa libertà planimetrica: grandi luci, piani sospesi, superfici continue e facciate aperte diventano il supporto tecnico di un’architettura leggera, precisa, capace di accogliere usi diversi e configurazioni espositive mutevoli. Diverse tipologie di vetro regolano il rapporto con l’esterno, costruendo una sequenza di trasparenze, riflessi, opacità e filtri che permettono al museo di non chiudersi mai completamente su sé stesso. La città entra nell’edificio attraverso scorci, rifrazioni e profondità visive; allo stesso tempo, l’attività del museo diventa percepibile dall’esterno, trasformando la facciata in una soglia viva tra spazio pubblico e spazio dell’arte. In questo modo il museo non si presenta come un oggetto isolato, ma come una infrastruttura culturale porosa, un edificio capace di abitare la città e di farsi attraversare da essa, dove l’arte contemporanea non è contenuta in un recinto neutro, ma messa in relazione continua con la luce, i materiali, i movimenti delle persone e la complessità urbana di Panama.